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L’AI Act dell’UE per le PMI.

Cosa chiede l’AI Act a una piccola o media impresa, quando si applica e da dove iniziare. Scritto in linguaggio semplice per chi dirige un’azienda.

AvvisoDate e numeri degli articoli sono in fase di verifica rispetto al testo ufficiale su EUR-Lex. Questa guida non è una consulenza legale.

Cosa significa l’AI Act per la maggior parte delle aziende

L’AI Act è il regolamento dell’UE sull’intelligenza artificiale. Si applica direttamente in ogni Paese dell’UE. Per la maggior parte delle piccole e medie imprese gli obblighi sono pochi: formare le persone che usano l’IA, informare le persone quando parlano con un’IA, etichettare i deepfake e tenersi lontani da un breve elenco di usi vietati.

Regole più severe si applicano solo ai sistemi ad alto rischio, ad esempio l’IA che aiuta a decidere su assunzioni, credito o voti scolastici. Se sviluppate un prodotto di IA con il vostro nome, siete un fornitore e avete più obblighi di un’azienda che si limita a usare l’IA, cioè un deployer.

Date chiave

DataCosa inizia ad applicarsi
2 febbraio 2025Pratiche vietate (i primi otto divieti) e obbligo di formare il personale che usa l’IA (alfabetizzazione in materia di IA, art. 4).
2 agosto 2025Regole per i fornitori di modelli di IA per finalità generali.
2 agosto 2026Obblighi di trasparenza (art. 50), vigilanza e sanzioni in generale.
2 dicembre 2026Nono divieto: contenuti intimi senza consenso e materiale pedopornografico.
2 dicembre 2027Sistemi ad alto rischio elencati nell’allegato III (assunzioni, credito, istruzione e altri), rinviati dall’AI Omnibus.
2 agosto 2028IA nei prodotti regolamentati (allegato I), rinviata dall’AI Omnibus.

Sanzioni

Le sanzioni possono arrivare a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo per le pratiche vietate e a 15 milioni di euro o al 3% per la maggior parte delle altre violazioni. Per le PMI si applica il minore dei due importi.

Gli obblighi alla base di queste sanzioni sono concreti, e per la maggior parte delle aziende l’elenco è breve.

Cosa fare questo mese.

  1. Elencate i vostri strumenti e sistemi di IA. Cosa usate, per cosa, quali dati vi inserite, chi ne è responsabile.
  2. Verificate gli usi vietati e ad alto rischio. C’è un’IA che decide sulle persone: assunzioni, credito, istruzione?
  3. Formate il vostro team. Una breve sessione di alfabetizzazione in materia di IA per chiunque usi l’IA al lavoro, e un registro di chi ha partecipato.
  4. Siate trasparenti. I chatbot dichiarano di essere IA; i deepfake e i media creati con l’IA riportano un’etichetta.
  5. Scrivete regole semplici. Quali dati possono finire in quale servizio di IA, e chi verifica l’output dell’IA prima che venga diffuso.

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